Trasparenza

Questa pagina racconta come è costruito il sito che stai leggendo. Non per esibizione tecnica: ci interessa perché ogni scelta tecnologica ha delle conseguenze — sulle persone che lo usano, sull’ambiente, sulla sostenibilità nel tempo.

Da Open Innova nulla è messo a caso. Anche un sito vetrina è un’occasione per dimostrare cosa intendiamo quando parliamo di essenzialità progettuale.

Com’è fatto

Il sito è completamente statico: nessun database, nessun server applicativo, nessuna logica in esecuzione a runtime. Le pagine vengono generate in fase di build e servite così come sono.

  • Generatore: Hugo, uno dei generatori di siti statici più veloci in circolazione (scritto in Go)
  • Linguaggi: HTML, CSS e una manciata di JavaScript vanilla, senza framework
  • Font: nessun font esterno — usiamo i font di sistema del dispositivo (San Francisco su macOS/iOS, Segoe UI su Windows, Roboto su Android…)
  • CDN / risorse esterne: zero — niente Google Fonts, niente CDN di librerie, niente embed di terze parti
  • Servizi terzi: zero — nessun form di contatto gestito esternamente, nessun chatbot, nessun popup
  • Hosting: static hosting su AWS S3 con CloudFront opzionale per la cache
  • Codice sorgente: github.com/ulivs-app/open-innova-website — i template e gli asset del sito sono pubblici, il copywriting resta privato

Quanto consuma

Per stimare il consumo del sito usiamo il Sustainable Web Design Model v4, lo stesso modello dietro al Website Carbon Calculator.

Una visita a una pagina di questo sito muove circa 45 KB di dati in totale al primo caricamento (e meno di 25 KB nelle visite successive, grazie alla cache).

A partire da questo dato:

  • Energia elettrica per visita: ~0,009 Wh (≈ 0,000009 kWh)
  • Emissioni di CO₂e per visita: ~0,004 g (4 millesimi di grammo)
  • Acqua di raffreddamento dei data center: ~0,005 mL per visita (circa 5 microlitri)

Confronti di CO₂e

Per dare un ordine di grandezza:

Azione CO₂e stimata
Una visita a questo sito ~0,004 g
Soglia “A+” Website Carbon < 0,095 g
Una ricerca su Google ~0,2 g
Una pagina web media nel 2026 ~0,36 g
Un minuto di streaming HD ~36 g
Un chilometro in auto a benzina ~120 g

In pratica: serve un milione di visite per generare l’equivalente di CO₂ di un’auto media in 33 km. Non è un trucco contabile: è il risultato di una pagina web che non ha addosso quello che non le serve.

Cosa si intende per “acqua di raffreddamento”

I data center scaldano. I server in un rack possono superare facilmente i 30°C e vanno raffreddati o smettono di funzionare. Il modo più diffuso per farlo è ancora oggi l’evaporazione di acqua nelle torri di raffreddamento: parte dell’acqua diventa vapore, sottrae calore all’aria, e quella quantità lascia il sistema del data center.

L’acqua evaporata, in realtà, non sparisce: prima o poi torna a terra come pioggia da qualche parte. Allora dov’è il problema? Sta nel fatto che la bilancia idrica si misura localmente, non globalmente:

  • Impoverimento del bacino idrico: viene prelevata da un acquedotto, da una falda o da un fiume specifici. Anche se rientrerà nel ciclo idrologico, non c’è garanzia che torni nello stesso bacino.
  • Competizione con altri utilizzi: gran parte dell’acqua per raffreddamento è potabile o di falda, la stessa che serve ad agricoltura, industria e consumo umano.
  • Aggravamento di zone già aride: per ragioni di costo dell’energia e del terreno, molti data center sono concentrati in regioni a forte stress idrico — Arizona, Texas, Cile, parti della Spagna.

La metrica standard del settore si chiama Water Usage Effectiveness (WUE), misurata in litri di acqua consumata per ogni kWh.

Per stimare il consumo di questa pagina partiamo dall’energia elettrica usata in datacenter e applichiamo un WUE tipico (~1,8 L/kWh): servono centomila visite per sottrarre l’acqua di una bottiglietta da mezzo litro al bacino idrico di Milano (IT), città dove questo sito è ospitato.

Per approfondire abbiamo selezionato due risorse:

Cosa abbiamo scelto di non fare

Ogni cosa elencata qui sotto è una scelta consapevole. Avremmo potuto aggiungere ognuno di questi elementi — alcuni sono perfino “standard di mercato” — ma non lo abbiamo fatto.

  • Niente cookie, di nessun tipo: né tecnici di tracciamento, né di profilazione
  • Niente analytics: non sappiamo chi sei, da dove arrivi o che pagine apri, e non vogliamo saperlo
  • Niente popup di consenso: non servono se non raccogli dati (la conformità GDPR si ottiene non profilando, non aggiungendo banner)
  • Niente chatbot, niente live chat: se vuoi parlarci, ci scrivi una mail e ti rispondiamo
  • Niente font da Google: ci tengono lontani dalla CDN di Mountain View e ti caricano la pagina più velocemente
  • Niente immagini decorative pesanti: le poche immagini che ci sono sono SVG sotto i 2 KB
  • Niente JavaScript framework: 1.3 KB di JS vanilla per il pulsante “torna su” e il modale informativo
  • Niente storage del browser: nessun localStorage, nessun sessionStorage. Anche il tema scuro/chiaro segue automaticamente l’impostazione del tuo sistema operativo, perché ricordare una preferenza richiederebbe scrivere qualcosa sul tuo dispositivo — e non vogliamo farlo

Perché lo facciamo così

C’è un legame diretto tra essenzialità tecnica, rispetto della privacy e basso impatto ambientale. Non sono tre obiettivi separati: sono lo stesso obiettivo guardato da angolazioni diverse.

Un sito che non profila gli utenti è anche un sito che non carica decine di script di terze parti, che non rallenta il dispositivo dell’utente, che non consuma banda inutile, che non scalda i server più del necessario.

Da Open Innova questa è la stessa logica che applichiamo quando progettiamo software per i nostri clienti: costruire quello che serve, e niente di più. È più difficile che aggiungere feature, ma produce risultati più duraturi.

Fonti

Emissioni di CO₂

Consumo idrico dei data center


Hai notato qualcosa che potremmo togliere ancora? Scrivici: le critiche sull’essenzialità sono benvenute.